Archivio mensile:dicembre 2011

Ultimo giorno dell’anno … té coi biscotti?

Non sarebbe bello festeggiare l’ultimo dell’anno con un bel té coi biscotti?
Io già me lo immagino il quadretto. Tutti compostamente seduti attorno al tavolo, col mento appoggiato sulle mani incrociate, i gomiti puntati sul desco (eh no, non si fa), sotto il tavolo i piedini dentro le scarpe che battono impazienti. Ad un certo punto, con un occhio all’orologio da taschino, io comincio a gesticolare “3 … 2 … 1 …”
Tutti prendono posizione spingendosi leggermente in avanti, il pollice e l’indice posati sul manico della tazzina, il mignolo rigorosamente alzato e … “Auguriiiii!!!!” e via di brindisi col tè e biscotti. Non sarebbe male.
Non ho un orologio da taschino, ma lo comprerei appositamente per l’occasione.

Quindi ho deciso, quest’anno vi invito qua a prendere un té coi biscotti per salutare l’ultimo dell’anno.
Io ho già pronti i biscotti, ne ho copiato una ricetta proprio da qua. Se volete farne un po’ anche voi, perchè con queste dosi ne vengono fuori solo 12, dovrete munirvi di un’ottima marmellata di arance. Io ne avevo casualmente una in casa, gradito e inaspettato dono di una ragazza gentilissima.

La polpa di cocco e mandorle mi era rimasta dal latte, così eccoli.
Vi auguro di chiudere questo 2011 in allegria e che il 2012 possa essere, se non l’anno che vi vedrà realizzati, almeno l’anno che vi porterà a fare dei passi avanti nei progetti in cui credete, che passiate di qui per caso, che siate lettori infervorati di questo blog un po’ scemo o solo lettori o solo lettori occasionali. Tanti auguri!

Ingredienti.

Per la “frolla”:

200 g di farina 00
80 g di miele ( io quello di un piccolo produttore di qua, buonissimo)
45 g di olio di riso
la scorza grattugiata  di un limone bio
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di latte di mandorle e cocco

Per il ripieno: 

50 g di mandorle e cocco grattugiati
il succo di 1/2 limone
2 cucchiai di buonissima marmellata alle arance amare con uvetta aromatizzata alla cannella
2 cucchiaini di zucchero a velo

Procedimento.

In una ciotola mettere tutti gli ingredienti a parte il latte e mescolare bene con le mani, fino ad avere un composto liscio con qualche briciolina qua e là. Aggiungere il latte e formare una palla non troppo appiccicosa. Se necessario aggiungere ancora un po’ di farina. Lasciare riposare la palla e nel frattempo preparare il ripieno, mischiando insieme tutti gli ingredienti.

Stendere la frolla, non troppo fine, meglio su un foglio di carta forno, così potete aiutarvi a staccarla.

Questi biscotti sono ripieni, perciò vanno accoppiati a due a due. Al centro del primo mettete un po’ di ripieno e posizionate il secondo sopra al primo, facendo aderire i bordi.

Disporre su una teglia ricoperta di carta da forno e infornare a 180° C. Io li ho lasciati dentro 12 minuti, anche se vengono tirati fuori che sono un po’ morbidi, raffreddandosi prenderanno la consistenza giusta.

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Muffins alle mandorle e arance.

E dove sono i muffins???
Manca il sottotitolo, lo aggiungerò di seguito.
“Quelli che non si sono voluti staccare dalla teglia dei muffins e sono stati sbriciolati in un accesso d’ira della creatrice, soffocati da uno strato di crema al mandarino e ingollati rabbiosamente per colazione”.

Vi è mai capitato che i muffins non si staccassero dalla teglia, anche se la prova stecchino si era risolta con un ‘Tutto OK, baby!’ da parte dello stecchino?
Io questa ricettina me l’ero studiata per bene, facendo le dovute conversioni, sostituendo i cranberry e le noci con cioccolato e mandorle (chi ha mai preso in mano un cranberry nella mia famiglia? attualmente, credo, nessuno…), spezzettando amorevolmente la scorza d’arancia, assaporando il profumino di arancia e cioccolato che veniva dal forno e pensando tra me e me ”E’ fatta!”

E questi cosa fanno? cosa mi combinano? Mi strizzano l’occhio dalla loro nicchia dicendo ‘Vedrai quando ci saremo raffreddati un po’…’, alludendo a chissà che cosa, e quando tento di estrarli si disintegrano. Viene fuori prima il coperchio, poi una palla sofficissima e spumosa e infine, il fondo non ne vuole proprio sapere. Io li guardavo attonita con la tipica gocciolona lampeggiante sul lato destro della fronte. Raccatto i pezzi e ne assaggio uno.
Però! buono!
Dai, non potevo buttarli. Ma perchè, ma perchè mai dovrei io (cit.), con il mio candore, buttarli?
Ed è lì che mi sono venute in soccorso le parole e la genialità di Sara.
“Avanzi di panettone” … “Crema al limone”… “Zuppa inglese”
Ok, a me quella ricetta! I muffins sono all’arancia ed io ho solo mandarini: modificherò la crema, alle armi!

Per i muffins:

Ingredienti.

269 g di farina per dolci
59 g di fecola di patate
2 cucchiaini di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiai di zeste d’arancia a pezzetti
281 g di succo d’arancia fresco
170 g di olio di riso
1 cucchiaino di vaniglia in polvere
170 g di cioccolato fondente a pezzetti
110 g di mandorle sgusciate a pezzetti.

Procedimento.
In una ciotola capiente setacciare la farina, la fecola, il lievito, il bicarbonato e il sale. In un’altra ciotola unire il succo e le zeste dell’arancia, l’olio, la vaniglia e l’aroma mandorla.
Fare un buco al centro degli ingredienti secchi e aggiungere man mano i liquidi, incorporando dolcemente con una spatola.
Quando i liquidi sono quasi ben incorporati, aggiungere il cioccolato e le mandorle e continuare ad incorporare il tutto dolcemente.
Accendere il forno a 190°, imburrare uno stampo per muffins o predisporre dei pirottini e riempirli sino a 3/4.
Infornare e cuocere per circa 23 minuti, facendo la prova stecchino. Sfornare, lasciar raffreddare un po’, sfrattare i muffins dalle loro cucce e lasciar raffreddare su una griglia.

Ce l’avete fatta? Se si sono sbriciolati allora sì, altrimenti potete aggiungere la crema di cui sotto ai muffins, facendone una sorta di cupcakes.

Per la crema:

Ingredienti.

500 ml di latte di farro
5 cucchiai di farina
1 cucchiaio di fecola di patate
5 cucchiai di zucchero di canna grezzo (bifolco)
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
1 pizzico di zenzero
1 cucchiaino di curcuma
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio di riso
il succo e la scorza grattuggiata di un mandarino antico, come lo chiama mia mamma

Procedimento.

Scaldare leggermente il latte di farro. In una pentola mescolare la farina, la fecola, lo zucchero, il sale e le spezie. Aggiungere pian piano il latte, mescolando con una frusta. Per ultimo aggiungere l’olio. Mettere la pentola sul fornello piccolo, a fiamma bassissima e continuare a mescolare per evitare che la crema si attacchi. Mescolare sino a quando il composto non diventa cremoso e denso, ma non troppo.
Spegnere il fornello, aggiungere la scorza grattuggiata e il succo del mandarino, mescolando.

Ora che gli ingredienti ci sono tutti, non è che avete dello sciroppo di cacao?

In una zuppiera alternate uno strato ben compattato di muffins sbriciolati, uno strato generoso di crema e poco sciroppo di cacao, o cacao in polvere. Continuate ad alternare sino a riempimento e spolverate con un po’ di cacao in polvere.

Io ne ho preparato un bicchierino a parte per test, perchè non potevo rischiare di avvelenare i commensali. Me lo sono dovuto mangiare per colazione, così la prossima volta imparo a non mettere i pirottini nelle nicchie dei muffins, ecco.

Kebab night pantofolaia.

Preparare il pane pita e organizzare una cena kebabbara è una delle cose che mi rendono davvero felice. Sarà che sto mangiando un panino, sarà che quella salsina che mi cola sulle mani o le dita unte dal seitan marinato mi danno una sorta di senso di libertà. Non so esattamente quale sia il motivo, ma neanche la cena con pizza mi esalta così tanto.
Forse è anche l’espressione soddisfatta di Fidanzato che si siede a tavola a darmi questo senso di felicità, o anche alzarsi da tavola sazi ma non appesantiti. Ad ogni modo, ci sarà pure uno specialista in giro che potrà aiutarmi a capire come mai scrivo cose così insensate.

Questa sera ho preparato il salame vegan. Ho pensato anche a come affumicarlo in casa, ho trovato vari procedimenti, ma sono stata scoraggiata dalle opinioni di qualcuno che dice che l’affumicatura è cancerogena. Sono proprio un coniglio.
Mentre lo preparavo continuavo a chiedermi perché lo stessi facendo. Voglio dire, avrei potuto benissimo preparare del seitan normale e poi metterlo a marinare come faccio sempre, invece mi è presa questa fissa di fare il salame col seitan e il tofu… il tofu per imitare le palline di grasso. Ma si può?! Non mi manca il salame, né gli affettati o la carne in generale, però mi manca avere qualcosa di sfizioso e pratico sempre pronto che aspetta in frigo.
Così, se per caso un giorno volessi fare un bel paninozzo e portarmelo a lavoro, potrei affettarmi velocemente quel seitan, aggiungere carote, lattuga e un po’ di yogurt di soia mescolato con qualcosaltro ed avere il mio pranzetto veloce pronto. E così ho fatto il salame.
Certo, ripeto, avrei potuto fare solo del seitan e tenerlo a marinare, ma mi piaceva l’idea di imitare qualcosa. E devo dire che non ci sono nemmeno riuscita, perchè non avevo del concentrato di pomodoro ma solo del sugo, quindi non è venuto così rossiccio come pensavo. Pazienza, dopo la marinatura è parecchio buono.

Ingredienti.

60 g di farina per seitan istantaneo
40 g di farina di ceci
2 pizzichi di sale
1/2 cucchiaino di semi di finocchio
1 pezzetto di tofu
2 spolverate di paprika dolce in polvere
1 macinata generosa di pepe nero
1 spolverata di senape
2 cucchiai di concentrato di pomodoro

per la cottura: brodo vegetale, 2 rametti di rosmarino, 2 cucchiai salsa shoyu

Procedimento.

In una ciotola mischiare il seitan istantaneo, la farina di ceci, il sale, i semi di finocchio, il pepe e la senape. Aggiungere il tofu fatto a pezzettini piccoli. Mescolare il concentrato di pomodoro e acqua quanto basta per avere un impasto asciutto ma morbido.
In una pentola portare ad ebollizione abbondante brodo vegetale, i rametti di rosmarino e lo shoyu.
Dare al composto la forma di un salsicciotto ed avvolgerlo in un canovaccio. Immergere nel brodo bollente e lasciar cuocere 40 minuti, rigirandolo di tanto in tanto.
Al termine della cottura estrarre il salsicciotto e lasciarlo raffreddare.

Volendo marinarlo per un’ipotetico kebab party ci si può armare di un contenitore con coperchio, olio evo, 1 spicchio d’aglio e 1 peperoncino. Si taglia il salsicciotto a fettine sottili e le si dispone sul fondo del contenitore. Si coprono le fettine con olio, aglio a fettine sottili e peperoncino a pezzettini. Si possono anche fare più strati. Il contenitore va tappato e ogni tanto rigirato, per fare in modo che l’olio vada a coprire le fettine di seitan. Dopo un paio d’ore è pronto, ma è più buono dopo mezza giornata.

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Latte di mandorle e cocco.

Ieri pomeriggio ho cominciato a sfogliare per caso qualche ricetta di latte vegetale. Sono sempre stata molto attratta dal latte di mandorle ma, un po’ per pigrizia, un po’ per ‘paura di buttare via la cena’, come dice il maestro Jeff Potter, non ho mai cercato di produrlo. Una volta l’ho trovato al supermercato e l’ho preso, ma è un’esperienza che non ripeterei mai più.
Non tollero molto i sapori artificiali e gli aromi in fialetta e quel “latte” di mandorla che avevo preso sapeva di tutto tranne che di naturale: era così stucchevole da risultare fastidioso. Bleah.

E quindi, ieri, capitata su una ricetta di un blog inglese, mi sono armata di matita e calcolatrice e mi sono fatta le necessarie conversioni da cups a grammi. L’ho fatto anche per dei muffins, sul blog-bibbia Post Punk Kitchen, ma questa è un’altra storia, non molto allegra, in verità… ma non siamo ancora arrivati all’epilogo, perciò ancora non si può dire nulla.
Va bene, non ho ancora provato il latte solo mandorle, ma questo mandorle e cocco, se il cocco piace, è buonissimo, davvero. Ad un certo punto, il succo che vien fuori dalla miscela acqua caldina, mandorle e cocco va allungato con dell’altra acqua. Io l’ho trovato fenomenale anche senza diluirlo, il sapore è un po’ più deciso.

Ingredienti.

92 g di mandorle
92 g di cocco grattuggiato bio
480 g di acqua calda ma non bollente
480 g di acqua a temperatura ambiente
1 pizzico di sale

Procedimento.

In un mixer mettere le mandorle e il cocco insieme all’acqua calda.

 

Frullare sino a quando non è tutto ridotto ad una poltiglia.
Colare la poltiglia ottenuta con un colino a maglie strette.

Strizzare bene la poltiglia per far uscire più liquido possibile.


Prendere una bottiglia e un imbuto, appoggiare il colino sopra l’imbuto e travasare dentro la bottiglia il liquido precedentemente colato.
Aggiungere all’acqua a temperatura ambiente un pizzico di sale, mescolare e aggiungere il composto al latte presente nella bottiglia. Chiudere la bottiglia e agitare per bene. Si conserva per un paio di giorni.

E con la polpa rimasta che ci faccio? Per il momento sta asciugando in forno a 40° C, se qualcuno ha qualche suggerimento spari pure, io stavo pensando a dei biscotti.

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Bagel

Io e lei ci stiamo squadrando da ieri sera, quando è arrivata a casa tra le braccia di Fidanzato, galvanizzato per il nuovo arrivo.
Per me una reflex è una conquista, il top dei top. Ero spaventata prendendola in mano, pensavo fosse pesantissima e invece è leggera e maneggevole.
Ci sono anni luce di distanza con la vecchia pupilla, ero fuori di me dalla gioia quando mi è stato detto che a breve avrei potuto usare una reflex molto potente per le mie scarse abilità e invece, quando è arrivata, ho sentito il peso della sfida e sono rimasta un po’ fredda davanti a lei che già si pavoneggiava con Fidanzato.
Oggi l’influenza mi ha lasciata a casa e ho deciso di provare una delle ricette del bellissimo libro che Cognata ci ha regalato per questo natale. E ho anche deciso di provare a fotografare il tutto con la nuova arrivata. Perciò perdonatemi se le foto faranno più schifo del solito, ma mi sono intestardita ad usare la modalità manuale o quella semiautomatica, per sfidarla. Il tutto, rigorosamente, leggendo le poche istruzioni necessarie a capire come si apre il diaframma e come si imposta il tempo.

Il libro: il libro è meraviglioso. Si chiama ‘Pane fatto in casa‘ di Christine Ingram e Jennie Shapter, contiene ricette per fare il pane di tutto il mondo, per la maggior parte delle quali dovrò applicare svariate sostituzioni degli ingredienti, ma ci proviamo. Ho già adocchiato un paio di ricette per il pane indiano e oggi ho fatto i bagel. Il risultato non mi dispiace, sono molto saporiti e i semini sulla crosticina superiore gli danno la giusta spinta di gusto. Ho usato il lievito madre di farro dell’Antico Molino Rosso al posto del lievito di birra indicato nella ricetta, perciò ho lasciato che lievitasse un po’ più a lungo.

Ingredienti.

Per l’impasto.

350 g di farina bianca
4 g di sale
12 g di lievito di pasta madre di farro (io questo)
1 cucchiaino colmo di malto (io di mais)
230 g di acqua tiepida

Per la prima cottura.

2.5 l di acqua
2 cucchiaini colmi di malto

Per la guarnizione.

1 po’ di malto sciolto in acqua per lucidare
semi di zucca sgusciati, semi di papavero, semi di sesamo (consigliavano anche semi di cumino)

Procedimento.

In una ciotola capiente setacciare bene farina, lievito e sale. Sciogliere il malto nell’acqua, praticare un buco in mezzo alla miscela di ingredienti secchi presente nella ciotola e versare metà della miscela di acqua e malto. Cominciare ad impastare e aggiungere il resto della miscela pian piano, sino a quando non si ottiene un impasto liscio ed elastico. Oleare la ciotola e mettervi a riposare la palla d’impasto, coperta da un foglio di carta forno leggermente oleato e da un panno, in un luogo al riparo dalle correnti. Io lo metto dentro il forno spento. Lasciare riposare per 2 ore o sino a quando l’impasto non è raddoppiato.

Una volta che l’impasto si è raddoppiato, rilavorarlo dolcemente (senza prenderlo a pugni, nè stirarlo o strapparlo, insomma!) per un minuto, dividerlo in 10 pezzi più o meno uguali, farne delle sfere, disporle su una teglia infarinata e coprirle con un panno. Lasciarle riposare per altri 10 minuti, dopodiché appiattire dolcemente le sfere e col pollice praticare un buco al centro e allargarlo con le dita. Devono venire fuori 10 piccole ciambelle che vanno ridisposte sulla teglia infarinata a riposare coperte per una ventina di minuti.

Accendere il forno a 220° C. Riempire una pentola capiente con i 2.5 litri d’acqua e il malto, miscelare e portare ad ebollizione, abbassare la fiamma e immergere 2 o 3 bagel per volta. Torneranno subito a galla. Lasciar cuocere per 1 minuto, poi girare e lasciar cuocere per lo stesso tempo anche l’altro lato. Scolarli e lasciarli asciugare e raffreddare su un panno. Cuocere i rimanenti bagel.

Disporre i bagel su una teglia da forno rivestita di carta forno, spennellarli con la miscela di acqua e malto e cospargere coi semi preferiti.

Infornare per 20-25 minuti o fino a doratura, sfornare e far raffreddare su una griglia.
Eccoli. Eh, uno l’ho dovuto mangiare subito, purtroppo andava fatto.

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Caffè aromatizzati delle feste

Questo pomeriggio è arrivato, con mia somma gioia, il primo feedback sul caffè regalato per le feste.

*Pliinn*
SMS: ” Che buono il caffè  alla cannella! E’ troppo fashion bere il caffè così!”

Ah! Giubilo!
Andando alla disperata ricerca di contenitori per i pensierini natalizi, mi sono imbattuta in quelli semplici, cilindrici, di vetro, con chiusura in metallo e guarnizione in gomma, da 150 grammi, perfetti per le miscele di caffè e spezie o orzo e spezie.
Durante  l’impresa, è entrato negli annali anche il tentativo disperato di Fidanzato di comunicare le nostre impellenti necessità ad un commesso. In breve, cercavamo delle scatole di latta per i biscotti. Anticipo che anche quest’anno non le abbiamo trovate: come l’anno scorso, erano disponibili solo online e noi, come l’anno scorso, abbiamo cominciato a cercarle in giro per negozi solo una settimana prima.

Comunque Fidanzato esordisce con un generico “Mi scusi… non è che avete delle scatoline?” e il commesso, con un sopracciglio semi sollevato “Ehm … che genere di scatoline?”
A questo punto, con estremo candore e gentilezza, dimenticandosi di fornire altre informazioni preziose per il suo interlocutore, risponde ” … Scatoline!”
Io, nel frattempo, temendo che il commesso rispondesse nuovamente “Ehm … che genere di scatoline?” e Fidanzato ” … Scatoline!” e il commesso “Ehm … che genere di scatoline?” e Fidanzato “… Scatoline!” , entrando in un loop senza condizione d’uscita, mi sono cantata una canzone in testa ed ero super felice. In finale, ” … Scatoline!” è diventato il tormentone di queste settimane.
“… Scatoline!”

Dovevo aggiungere assolutamente questo aneddoto perchè i caffè/orzi che sto per illustrare sono semplicissimi e veloci da preparare, non useremo nemmeno le fatidiche sezioni “Ingredienti” e “Procedimento”. Pronti?

Orzo alla Vaniglia.
L’orzo alla vaniglia è perfetto per chi non beve caffè, ma non vuole rinunciare ad una bella tazzina di liquido scuro, caldo e “digestivo” a fine pasto. Per farlo occorrono dell’orzo tostato e macinato, della vaniglia Bourbon in polvere e una stecca di vaniglia. In un contenitore a chiusura ermetica si versano, alternandoli, 4 cucchiaini di orzo e 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere. La stecca di vaniglia va divisa in 3 parti e poi ciascuna parte va divisa a metà per fare uscire i semini. Quando si è ad 1/3 del barattolo, si aggiungono 2 cucchiaini di caffè i semini di 1/3 di vaniglia e il terzo di vaniglia e si ricomincia a stratificare. A 2/3 del barattolo si procede nello stesso modo con un altro dei due pezzi di vaniglia rimanenti, e prima di chiudere il barattolo si aggiunge l’ultimo pezzetto della vaniglia. Va fatto riposare almeno tre giorni prima di utilizzarlo, così l’orzo assorbe l’aroma.
Incomprensibile? Un po’, vero? Queste sono le foto.

” … Scatoline?”


Caffè alla Cannella.

Il procedimento per il caffè alla cannella è simile a quello dell’orzo alla vaniglia.
Servono 3 stecchette di cannella, della cannella in polvere e del caffè tostato e macinato. Dentro un barattolo si mettono, nell’ordine, 4 cucchiaini di caffè e 1 cucchiaino di cannella in polvere. Si prosegue così sino ad arrivare ad un terzo del barattolo. A questo punto si prende la stecchetta di cannella, la si divide in pezzetti e la si dispone dentro il barattolo. Si ricomincia coi 4 cucchiaini di caffè, alternati al cucchiaino di cannella, sino ad arrivare a due terzi del contenitore e così via. Prima di chiudere il contenitore si aggiunge l’ultima stecchetta di cannella, intera. Lasciar aromatizzare, anche questo, per almeno tre giorni.

 

” … Scatoline!”

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Cookies Natalizi

Anche quest’anno si è compiuto il miracolo della megaproduzione di cookies, detto anche della moltiplicazione dei biscotti e dei biscotti. E bisogna essere sinceri: in maniera piuttosto indolore. Niente infornate bruciacchiate, niente allucinazioni durante la stampigliatura. In una giornata abbiamo portato a termine la missione babbanatalizia citata qualche post addietro e con buonissimi risultati. Anche i feedback ricevuti sono stati abbastanza soddisfacenti perciò è tempo di condividere questa ricetta.
Ingredienti.
300 g di farina
160 g di zucchero di canna
120 g di margarina vegetale
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 presa di bicarbonato
160 g tra cioccolato fondente e nocciole tritati grossolanamente
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
4 cucchiai di latte di soia

Procedimento.

Accendere il forno a 180°.
In una ciotola capiente mescolare bene la farina, lo zucchero, il bicarbonato, la cannella,il lievito, il cioccolato e le nocciole.
Aggiungere la margarina a piccoli pezzi e il latte, amalgamare velocemente, in modo da non far scaldare l’impasto.
Prelevare piccoli pezzi di impasto e appiattirli fra le mani. Disporre i biscotti così formati su una teglia rivestita di carta forno.
Infornare per 15/20 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare. Assaggiare.

Da Casa Herbivor …

… i migliori auguri per qualunque cosa voi festeggiate o abbiate festeggiato!

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Confettura di pere, noci e cannella, con sentore d’arancia.

Sentore, sì.

Mi sono ritrovata con una meravigliosa giornata libera per mandare avanti la mia missione babbanatalizia. Sono soddisfatta perchè è pomeriggio ed ho già portato a termine un bel po’ di cose. Ci sono stati un po’ di imprevisti, però. Mi è venuto in mente di dare una ripulita al cassettone della cucina ed è successo il finimondo. Il maledetto, oltre ad avere residui incomprensibili infilati negli interstizi, dopo essersi fatto sfilare dalle guide non ne voleva più sapere di rientrare. Questa sua resistenza ha dato vita ad uno scontro corpo a corpo, il cui primo round è finito con me buttata sul pavimento, imprecante e rabbiosissima, e il cassettone che si lucidava le unghie, come se niente fosse, poco distante.
Dopo aver dato sfogo ai miei istinti più bassi ho deciso di riflettere, prendere le tenaglie e dargliele di santa ragione a quelle guide maledette che hanno osato staccarsi dalla parete del mobile, ripiegandosi verso l’interno. E così, anche il cassettone è sistemato.
Cosa rimane da fare!? Ah sì! Le confetturine! Diciamolo: avevo rinunciato a prepararle, ma qualcuna è stata sicuramente d’ispirazione 😉
Ieri pomeriggio sono passata dalla mia amica d’infanzia che ha un ortofrutta. Le ho chiesto due chili di pere.
“Kaiser o Williams?”
“Boh… ci devo fare la marmellata!”
“La marmellata di pere?! E com’è?”
“Boh, non l’ho ancora fatta!”

Ingredienti.

1 kg di pere
170 g di mela fuji
40 g di scorza d’arancia non trattata
160 g di succo d’arancia
600 g di zucchero
1 stecca di cannella
100 g di noci sgusciate e tagliate a pezzetti (qualche pezzettino e qualche pezzettone)
1 cucchiaino di cannella in polvere.

Procedimento.

In una pentola capiente dal fondo spesso mettere le pere sbucciate, private del torsolo e fatte a pezzetti. Aggiungete anche la mela, alla quale avrete riservato lo stesso trattamento.
Aggiungere il succo d’arancia in modo che la frutta non annerisca, coprire con lo zucchero e lasciare riposare per una mezz’ora.
Mettere sul fornello piccolo a fuoco basso, aggiungere la stecca di cannella e portare ad ebollizione. Mescolare di tanto in tanto.
Quando il composto bolle, togliere dal fuoco e frullare col frullatore ad immersione, rimettere sul fuoco, aggiungere le noci e la cannella in polvere, mescolare e portare nuovamente ad ebollizione. Per vedere se la marmellata è pronta, bisogna prelevarne un pochino e farla cadere sul piattino, inclinare quest’ultimo e, se il composto non scivola subito via, ma tende a solidificarsi man mano che tocca la superficie fredda del piatto, è pronta.

Togliere dal fuoco e invasare nei vasetti, precedentemente sterilizzati. Tappare e far raffreddare a testa in giù in modo che si formi il sottovuoto.

Mettere i vasetti una volta freddi in una pentola piena d’acqua, avvolti da uno straccio in modo che non si rompano, urtandosi. Controllare che siano completamente coperti d’acqua e portare ad ebollizione per venti minuti. E’ pronta, è buona.

Con queste dosi è venuta fuori una piramide di marmellate del peso netto di 1,2 Kg. E’ venuto fuori proprio così, davvero.

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Sapone alla camomilla e pacchetti con saponi.

Questo pomeriggio la pazzia saponificatrice ha spalancato la porta di casa Herbivor e si è impossessata dei suoi abitanti, che la attendevano muniti di lavagna degli ingredienti e gessetti.

Il sapone alla camomilla è divertente come tutti gli altri saponi, ma è diverso perché la soda va sciolta nella camomilla anziché nell’acqua. Se voleste dilettarvi, di seguito la lista della spesa.

Soda caustica   259 g
Camomilla       600 g
Olio di Oliva   1400 g
Olio di Mandorle Dolci 300 g
Olio di Cocco  150 g
Burro di Cacao 150 g
Camomilla essicata (io l’ho tirata fuori da due bustine nuove e da tre già utilizzate per fare la camomilla).

Non abbiamo voluto aggiungere oli essenziali per mantenerlo più delicato e per sperimentare un po’ quale sarà la sua profumazione finale. Eccolo dopo il nastro, ora riposa nel suo solito cassettone, sotto la copertina gialla.

Ho approfittato di questa giornata di ozio per impacchettare il sapone alla cannella e ylang ylang e quello alla vaniglia che abbiamo prodotto un po’ di tempo fa e che sta terminando la sua stagionatura.

Ci siamo quasi, ancora qualche pensierino e sono pronta per dispensare il mio cuore e l’opera delle mie mani e di quelle di Fidanzato ai miei cari.

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