Panada della domenica.

La panada è un piatto regionale sardo: se ne contendono la maternità il paese di Assemini e quello di Oschiri. Io, per campanilismo, tifo per Assemini. E’ la nostra torta salata atavica, una sorta di pentola a pressione fatta di pasta. E’ apprezzatissima la versione onnivora, che solitamente contiene agnello e patate, agnello e piselli o anguille, e la pasta, “su croxiu”, viene lavorato con lo strutto.
Mia nonna, che nella sua vita ne avrà fatte almeno un migliaio, trova uno scempio la nostra personale versione, ma ha apprezzato la nostra curiosità, si è tappata il naso ed è venuta ad impartirci una lezione di panada. Bisogna sottolineare che lei le ha sempre cotte nel forno a legna ed in quel caso, il sapore che il piatto acquista è indescrivibile, una vera, autentica goduria.
Quella che ci ha cucinato per l’Epifania era di patate e carciofi spinosi scelti uno per uno dalle sue mani esperte e il sapore era strepitoso.
Dopo un paio di tentativi non proprio soddisfacenti in solitaria, con alcuni consigli in differita che la maestra ci ha concesso, siamo approdati a quello che si avvicina di più al sapore che stavamo cercando e siamo pronti per condividere questo successo col mondo. E’ un’esperienza a quattro mani e otto ganasce davvero indimenticabile.


Ingredienti per 3/4 persone.

Su Croxiu
500 g di farina 00
5 cucchiai di olio EVO
sale qb (assaggiare l’impasto)
acqua qb

Il ripieno
6 cuori di carciofi spinosi, aperti e privati della peluria centrale
4 topinambur *
1 bicchiere di olio EVO
3 cucchiai di bocconcini di soia bolliti per 10 minuti in acqua e salsa di soya, scolati e strizzati
1 mazzetto di prezzemolo
2 spicchi d’aglio
2 pomodori secchi
sale qb

* di solito si usano le patate, noi le avevamo finite. Se si vogliono sostituire i topinambur con le patate, è bene non esagerare, 2 di media grandezza andranno più che bene, perchè, assorbendo i liquidi in cottura, rischiano di lasciare il ripieno troppo asciutto

Procedimento.

Per non  avere un impasto troppo o troppo poco salato è bene sciogliere del sale in due o tre bicchieri d’acqua e assaggiare l’acqua salata. Se la sapidità asseconda il nostro gusto è fatta e possiamo cominciare ad impastare la farina, l’olio e l’acqua sino ad ottenere una palla elastica e liscia, che avvolgeremo in un panno e lasceremo a riposare.
Tritare finemente il prezzemolo, l’aglio e i pomodori secchi. Dividere i cuori di carciofo in tre parti, sbucciare i topinambur e farli a fette non troppo spesse (1 cm).
Riprendere l’impasto e dividerlo in due pezzi, uno un po’ più piccolo che servirà per il coperchio mentre l’altro più grande sarà la nostra pentola. Stendere i due dischi raggiungendo uno spessore massimo di mezzo centimetro. Prendere il disco più grande e sistemarlo delicatamente su una teglia tonda e bassa. Al centro del disco spargere un po’ di pomodoro secco,aglio e prezzemolo tritati, poi stratificare il topinambur, i carciofi e i bocconcini di soia e spargere nuovamente prezzemolo,aglio, pomodoro  secco e un pizzico di sale. Bisogna fare attenzione a non disporre parti appuntite verso la pasta perchè potrebbero bucarla in cottura e tutto il condimento verrebbe fuori dalla pentola di pasta. Prendere i lembi del disco grande e  avvicinarli verso il centro facendo delle piccole pieghe che andranno appiattite bene. Aggiungere il bicchiere d’olio dentro il nostro contenitore di pasta.In pratica deve essere ricreato una sorta di vulcano ma con l’imboccatura molto più larga di quella del vulcano. Lì andrà posizionato il tappo, schiacciato contro i bordi della nostra pentola di pasta e sigillato per bene. Per chiuderla il movimento della mano è:
-prendere i due lembi di pasta tra pollice e indice
-il pollice fa un piccolo movimento verso il basso e l’indice verso l’alto, schiacciando contemporaneamente la pasta
-le due dita si spostano di poco e fanno lo stesso movimento su un altro pezzettino di pasta
e così via, sino ad ottenere una chiusura ondulata. Ho qualche foto del procedimento che ho scattato il giorno della lezione di panada, magari così è più comprensibile.

Accendere il forno a 180° C, infornare per circa 40 minuti sul ripiano più basso. Controllare la doratura del coperchio: se dovesse risultare molto più colorato del resto della panada, abbassare la temperatura a 160°C e continuare a cuocere per altri 20 minuti.

La nostra panada ha impiegato quasi un’ora e mezzo.

Tradizionalmente, una volta sfornata, le viene tolto il coperchio, il condimento viene rovesciato in un contenitore, la pasta viene divisa in tanti pezzi e poggiata sopra il condimento, in modo che ognuno possa prendere un pezzo di pasta e poi servirsi il condimento che desidera.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

20 thoughts on “Panada della domenica.

  1. Luby ha detto:

    Che dire di piu’ se non….
    W LA PANADA!!!!!!

  2. Cesca*QB ha detto:

    Ecco vedi … queste cose mi rendono felice 🙂 poter condividere con voi e imparare le vostre ricette regionali che altrimenti non conoscerei mai … figuratevi ho già fatto ammenda qualche giorno fa ammettendo di non sapere tutte le province sarde ^_^
    Mi chiedevo … da 1 a 5 la difficoltà manuale di questa ricetta???
    …così mi regolo per quando avrò il coraggio di provarla 😉

  3. Katy ha detto:

    Ma è bellissima! 😯
    Cioè, al di là del sapore che immagino fantastico, è proprio splendida da vedere!
    Complimentissimi a te e Fidanzato!
    Io nei lavori di precisione sono una frana e quindi rimango sempre piacevolmente sorpresa quando vedo ricette come questa; bravissimi davvero! 🙂

  4. lamiss ha detto:

    ciao tesorina bella, è tanto che volevo passare di qua a salutarti e a rassicurarti per la nostra spedizione. Ma devo ammettere che con l’anno nuovo mi si è rivoluzionata la vita e ora lavoro fuori casa tutto il giorno. Ne leggerai meglio sul mio blog che stasera, anche a costo di andare a dormire davvero tardi, voglio aggiornare. Mi manca il tempo che ci dedicavo…
    E’ stata una settimana così piena che spesso ho saltato il pranzo.
    Sarà la fame ma queste foto mi hanno aperto una voragine nello stomaco!

    Hanno un aspetto DIVINO!!!!

    Bravissima come sempre!

    Bacioni grandi e giuro che domani vado in posta!

    • Herbs ha detto:

      Miss, carissima! ma allora ci sei! non volevo importunarti per evitare l’effetto stalker, ma dimenticati della spedizione e prendi un po’ di tempo per te che, da quel che leggo, mi sembri abbastanza stanchina e presissima. Io sono curiosissima di sapere cosa stai combinando, non dovevi anticiparmi che avresti aggiornato il blog, chè poi divento impaziente! Grazie per i complimenti, sei sempre gentilissima, se fosse possibile ti spedirei una panada tutta per te, ma purtroppo non credo che arriverebbe al 100% della sua forma 🙂
      un bacio grande, torna presto!

      • lamiss ha detto:

        grazie della comprensione amica! ho appena terminato il lavoro di selezione delle foto e tra poco mi metto a fare il blog…

        Quella tua idea di cibo mi allettava alquanto… questo è uno dei momenti che rimpiango la mancanza di teletrasporto!!!!

  5. Titti ha detto:

    Ma che sciccheria!!!!! Dopo essere rimasta a bocca aperta, ho salvato la ricetta!! Troppo bella. E complimenti!!! Non sbagli un colpo!

  6. Chicca66 ha detto:

    Non conoscevo questa preparazione che ha scatenato in me un frullio di idee 🙂

  7. Herbs ha detto:

    @Cesca nemmeno io conosco tutte le province sarde, mi pare che le nuove siano tre, ma per fortuna, come ho detto, tra un po’ le aboliranno 🙂
    da 1 a 5 la difficoltà manuale è 2, vedendo le tue meraviglie culinarie non credo che per te sia difficile replicarla!

    @Katy, grazie! sì, era buona, dai 😉 in realtà la parte un po’ più particolare è solo il bordino di chiusura, per il resto bisogna stare solo attenti a non tirare troppo la pasta. anche Fidanzato ringrazia 🙂

    @Titti grazie millissime, in realtà è molto rustica 😀 se dovessi rifarla voglio avere i dettagli, mi raccomando! grazie ancora, troppi complimenti 🙂

    @Chicca, se cominci a scrivere queste cose divento curiosa come una scimmia!

  8. MaVi ha detto:

    Un tripudio ecozoico! Avevo già visto in giro qualche panada, ma qui l’ho proprio potuta ammirare in tutta la sua magnificenza!
    che bello avere una nonna che tramanda i suoi saperi a disposizione!
    bellissimo servizio fotografico!
    😉

  9. Felicia ha detto:

    Impossibile guardare questa ricetta alla mattina……….. oggi non ho proprio tempo di sperimentare!!!! devo provarla, mi piace tantissimo!!!! il ripieno è ottimo 🙂 Si potrebbe organizzare un incontro…. 1 solo piatto a testa, tutti insieme a gustare queste prelibatezze!!!! bravissima complimenti a tutti. un bacione 😛

  10. marifra79 ha detto:

    Quanto mi piacciono i piatti tipici, non conoscevo la panada e dev’essere favolosa… il ripieno pure:-)) Un abbraccio

  11. Sara ha detto:

    Sempre molto divertenti i tuoi post, spontanei e allegri! Non avevo mai visto nè sentito parlare della panada, che bella ricetta, da mangiare in famiglia proprio…mi piace tantissimo, e la vorrei provare. L’unica cosa che mi spaventa un po’ è la cottura così lunga in forno; forse se lascio la pasta sottile e la faccio piccolina viene lo stesso, in meno tempo?

  12. Herbs ha detto:

    @MaVi, hai ragione, è proprio ecozoica, lo sarebbe al 100% con una bella cottura nel forno a legna! grazie!

    @Feli, io porterei sicuramente la panada 🙂 se la fai fammi sapere come viene!

    @marifra credo che sia un piatto abbastanza completo e rustico 🙂 un abbraccio

    @Sara, grazie ^_^
    sì, è proprio una ricetta da famiglia riunita 🙂 non so, puoi provare a lasciare la pasta sottile, ma il gusto non sarebbe lo stesso. dovresti fare a pezzetti più piccoli anche il condimento all’interno che deve avere il tempo di cuocersi bene. credo che dipenda anche dal forno: il nostro è un modello base base e non è ventilato, non il massimo diciamo. oppure potresti provare a farla la prima volta come l’originale e testare la cottura… in ogni caso, fammi sapere!

  13. Barbara ha detto:

    che dire se non SPETTACOLO!!!!!!
    un pentolone fatto di pasta con dentro un ripieno e un sugo cotto lentamente e maneggiato e poi mangiato con cura e amore…
    è l’idea precisa che ho della cucina, sono cose che lasciano traccia nei cuori queste.
    mi piace mi piace mi piace.
    bravissima.

    PS: e bellissime le mani della nonna che tramandano la sua sapienza 🙂

  14. Mamma Vegana ha detto:

    Urca, che bella! E che buona dev’essere! Troppo complicata per questi giorni in cui ho la testa altrove, ma prima o poi devo provarla!!! Che spettacolo!

  15. Herbs ha detto:

    @Barbs, grazie grazie grazie! porterò le tue parole alla nonna!
    @Mamma Vegana, sì dai, provala! appena sei più rilassata e ispirata! buon tutto!

  16. Alessandra ha detto:

    Ciao! Molto belle le tue ricette, e questa è veramente una delizia!!!
    Strepitosa, con l’apertura sopra…wow!!!
    ^_^
    Ale

  17. Laura ha detto:

    Ciao ^___^ Sono sarda del sulcis iglesiente!!Sono capitata per caso in questo bellissimo blog e cosa vedo?La veganizzazione della panada (che tra l’altro non avevo mai mangiato)!Finalmente potrò assaggiarla 😀 E’ bellissima e il ripieno è ottimo!!!Argh appena posso la faccio sicuro!!Che bello!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: