Erbivori cacciati dalle palestre che scattano foto a caso.

Sabato scorso ho imparato che le feste dei poppanti, con Nipote più timidone del solito “affalcato” sul mio gracile braccino, mi fiaccano e mi lasciano dolorante per giorni, peggio che dieci lezioni di pilates di fila a velocità massima.
D’altronde lottare per il posto di zia preferita implica anche piegarsi a tirannie di ogni genere, quali lasciarsi cavare entrambi i bulbi oculari con un sorriso, farsi coinvolgere in balli ripetitivi all’estremo sino a sentirsi disorientati, giocare sino a perdere coscienza di sé stessi e tante altre amenità che ben conosce chi mira al titolo suddetto come me.
A dirla tutta io mi diverto un mondo, forse un pelino più di Nipote, ma la mia veneranda età non mi dà tregua e mi ricorda in maniera sempre più antipatica e incalzante che questo genere di eccessi mal si addicono ad una signora di una certa come me.
Perciò a festa finita, dopo aver riconsegnato il prezioso pargolo agli stanchi genitori, mi sono buttata a letto con i tappi nelle orecchie e sono praticamente svenuta mentre i vicini di sopra si davano da fare nel far cadere svariati oggetti ripetute volte, aprire e chiudere cassetti e tacchettare allegramente di qua e di là, come riportatomi fedelmente da Fidanzato la mattina seguente.
La domenica mattina dovrebbero abolire ogni tipo di sveglia ma io ho scelto un compagno di vita che fa tremilasettecentoventuno cose al millisecondo e sono stata buttata giù dal letto che ancora non erano giunte le sei del mattino.
Perchè? Per quale evento ci stavamo preparando? Eh?
Ma l’esame di cintura nera di una delle arti marziali a caso che svolge Fidanzato, chiaramente! E lui ha pensato bene di coinvolgermi nominandomi fotografa ufficiale dell’evento, fatto che svela altri aspetti del carattere di Fidanzato, non ultimo dei quali la semplicità e la generosità nell’assegnare epiteti e compiti importanti.

Chiaramente la palestra in cui codesto maestoso evento avrebbe avuto luogo si trovava in un posto a ben tre ore circa di macchina dal nostro nido d’amore, così, con le cispe ancora penzolanti, ci siamo diretti, alla cieca, verso la nostra meta. Una volta arrivati a destinazione abbiamo scoperto che:

a) non era possibile per gli accompagnatori assistere all’esame
b) come conseguenza di a), non era possibile per gli accompagnatori fare foto agli aspiranti primi Dan(ni) (ah ah ah …)

Sconsolata come non mai, non potendo mettere alla prova le mie doti da fotografa in erba, mi sono accompagnata ad una coppia di altri sconsolati spettatori mancati per fare un giro del paese durante il quale il Lui della coppia ripeteva continuamente “Beh, dai. Almeno è una bellissima giornata!”

Così ci siamo avventurati per questo paesello che ospita più chiese che case e, come per magia, siamo finiti a scattare foto nel cimitero. Cosa che non avevo mai fatto in vita mia e che non è stata affatto gradita al custode che, raggiungendoci, avvisato e scortato da uno scagnozzo, ha voluto sapere come mai stessimo scattando foto e quale uso dovessimo farne, informandoci che non era possibile scattare foto dentro il cimitero.

Quindi?

L’abbiamo rassicurato dicendogli che ne scattavamo una dose pari a quella consentita per uso personale e ci ha lasciati andare senza torcerci un capello. Ingenuo! Villico! Non poteva nemmeno sospettare che le foto del suo cimitero sarebbero state pubblicate su questo blog per accrescere la mia fama, la mia gloria e il mio sfavillante potere! Perciò caro il mio signore, beccati queste

e anche queste

e di queste cosa mi dici, eh? Dov’è il tuo Dio adesso?

Bene, diamoci un contegno.

Prima di pranzo siamo anche riusciti a fare un salto al mare. Chiaramente la passeggiata è stata condita dal “Beh dai. Almeno è una bellissima giornata!” di rito. Come dargli torto?

Certo, la spiaggia era un po’ strana, aveva delle inquietanti chiazze nere, forse il segno di qualche schifezza finita in mare tempo fa, e ho passato un po’ di tempo a fotografare delle pietroline che ho trovato bellissime.

Salvo poi scoprire che erano dei pezzetti di plastica.

Dopo la passeggiata, tornati alla palestra in cui Fidanzato si vanta di aver conquistato una cintura nera che nessuno però ha ancora visto, ci siamo fiondati in un carinissimo ristorantino poco distante, in cui ci hanno ingozzati di cose buonissime e per un prezzo onestissimo siamo andati via a stomaco pieno ma pieno pieno.

Che bellissima giornata. Davvero.

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6 thoughts on “Erbivori cacciati dalle palestre che scattano foto a caso.

  1. Luby ha detto:

    E’ sempre bello leggere di giornate cosi’ ricche.
    Il custode se scopre questo blog si sentira’ in colpa per essere stato si tanto ingenuo!
    Mai fidarsi di una persona…. Potrebbe celare una blogger!!!!!!!!
    :0)
    Foto stupende cara

  2. Katy ha detto:

    Bellissime foto!!!!
    “per accrescere la mia fama, la mia gloria e il mio sfavillante potere!”…ahahahhaha! 😀

  3. Reb ha detto:

    Arrivata qui a caso, conquistata dall’epiteto ‘villico’ (a momenti ribaltavo dalla sedia), mi sa mi fermerò a lungo ed ancora un pochetto.

  4. Herbs ha detto:

    @Luby: grazie, troppo buona. Quel custode ha avuto quel che si meritava,ecco!

    @Katy: LOL, sì, mi sento potente e grazie per il complimento, anche tu troppo buona 🙂

    @Reb: sei la benvenuta, rimani sinchè vuoi ma non ribaltarti dalla sedia ché questo blog non è assicurato 🙂

  5. Cesca*QB ha detto:

    Me l’hai fatta…mi sono soffermata x qualche secondo pensando “pietroline fighe su quella spiaggia oh…” *_*…che le abbia gettate il custode??

    • Herbs ha detto:

      è stato sicuramente lui, quel manigoldo! me la pagherà, ho occupato tutta la scheda di memoria con le foto di quelle sferette prima che mi fermasero ‘Ferma, cosa stai facendo!? non vedi che è plastica!?’

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